“I due scritti che seguono tentano di fare un po’ di chiarezza nel mare di confusione, chiacchere e demagogia che sta dilagando in queste settimane. Nel primo c’è una indicazione di massima sulla reale efficacia di quanto ciascuno di noi può avere a disposizione (se trova delle mascherine, di qualunque tipo esse siano!), il secondo nella sua tranciante crudezza a nostro parere dovrebbe essere la strada maestra, che anche i migliori specialisti italiani hanno indicato, se veramente vogliamo uscire da questo dramma nel migliore dei modi, ovvero col minor numero possibile di morti e il più rapidamente possibile. Esattamente come si fa quando si sta male, a letto senza tanti indugi, si guarisce e si riprende l’attività normale, altrimenti si rischia veramente di NON USCIRNE PIU’, e sicuramente molto peggio di quanto si pensi !

Circolo Culturale Proletario di Genova”

 

 

USO DI MASCHERINE PROTETTIVE PER LE VIE RESPIRATORIE DA SARS-CoV-2

 

Ciao a tutti.

Purtroppo le informazioni sono poche e molte confuse.

Ho cercato di fare una sintesi di quello che dicono fonti ufficiali in merito.

Senza pretesa di esaustività.

Prego cortesemente a tutti per un contributo tecnico.

Marco Spezia

 

 

 

USO DI MASCHERINE PROTETTIVE PER LE VIE RESPIRATORIE DA SARS-CoV-2

Sulle mascherine, grande è la confusione sotto il cielo...

Confusione anche pilotata per ovvi motivi economici.

Provo a fare chiarezza.

Le mascherine dette “FACCIALI FILTRANTI” classificate FFP2 (N95 se vengono dagli USA, KN95 se vengono dalla Cina) o FFP3 SENZA VALVOLA impediscono il passaggio di aria e quindi delle goccioline contenenti SARS-CoV-2 sia in ingresso che in uscita. Quindi sono sicure sia per chi le indossa, che per chi gli è vicino.

Le mascherine dette “FACCIALI FILTRANTI” classificate FFP2 (N95 se vengono dagli USA, KN95 se vengono dalla Cina) o FFP3 CON VALVOLA impediscono il passaggio di aria e quindi delle goccioline contenenti SARS-CoV-2 in ingresso, ma non in uscita (proprio per la presenza della valvola, che espelle l’aria espirata per evitare condensa all’interno del facciale stesso). Quindi sono sicure per chi le indossa, ma non che per chi gli è vicino.

Le “MASCHERINE CHIRURGICHE” proteggono da schizzi diretti (starnuto, tosse), ma non dai virus presente negli ambienti di lavoro o in zone a rischio.

Hanno solo una protezione parziale in quanto non sono sigillate sul viso come i facciali filtranti, ma lasciano spazi aperti sui fianchi.

Vanno quindi bene in ambiente resi asettici da precedente disinfezione (ad esempio sale operatorie, dove servono soprattutto perché chirurghi e infermieri non infettino con tosse e starnuti i pazienti).

Hanno quindi solo la funzione di proteggere chi è vicino a chi le indossa, ma non per chi le indossa, proprio per la loro mancanza di completa aderenza al volto.

Tutte le mascherine di cui sopra (secondo Direttiva comunitarie), devono essere realizzati secondo specifici requisiti di salute.

I facciali realizzati in Europa devono riportare stampate sopra le seguenti diciture CE, UNI EN 149, FFP2 (o FFP3), quelle realizzati in paesi extra Europa devono riportate stampigliate NIOSH N95 (USA) o simile a seconda del paese di provenienza.

Le mascherine chirurgiche non devono portare nessuna stampa, ma devono essere contenute in una scatola indicante le norme di riferimenti, altrimenti il loro potere filtrante non è garantito.

Le mascherine “fai da te”, le sciarpe, i fazzolettini di carta non danno alcuna garanzia di protezione da virus.

Un’ultima osservazione, senza entrare nel dettaglio normativo.

Trattandosi di DPI che proteggono le vie respiratore e che rientrano nel gruppo dei cosiddetti DPI “salvavita” il lavoratore deve essere informato e “addestrato” (cioè con prove pratiche) al loro utilizzo, soprattutto per insegnare un corretto posizionamento sul volto per garantire una perfetta aderenza al volto.

So che è fantascienza (non solo in questo momento), ma è quello che dice il D.Lgs. 81/08.

 

Marco Spezia

 

 

E' ora di finirla

 

(Risposta alla mail precedente)


Sono fermamente convinto che dobbiamo finirla di stabilire le nostre certezze su basi di fonte ufficiale che sappiamo completamente confuse e dirette da incertezze informative, funzionali solo a far panico e non capire il problema CoViD-19 nella sua essenza, e di trattare con Governo e Padronato in base ad esse. Quel che ci serve è chiaro: 
1. non dobbiamo esporci al contagio di una influenza da virus che può causare in individui deboli anche la morte. E solo a quelli. Il 98% nel caso si fanno 4 giorni di brodino e via.
2. dobbiamo garantire alla nazione i servizi essenziali. Tutto il resto va fermato come non essenziale, per garantire di non far danni, come quanto sopra.
3. Le mascherine non servono un tubo. Le ffp2 o 3 filtrano particelle di 2 o 3 micron mentre un virus è un composito atomico 100 volte inferiore: le ffp3 sono come una grata contro una zanzara. Fermano lo sputo di uno infetto ma non la respirazione di un suo aerosol.
4. Va fermata tutta la produzione e collegati non essenziale senza deroghe. Io non vado a lavorare con la mascherina: non ci vado e BASTA. Al mio reddito ci ha da provvedere lo Stato che ho sovvenzionato in abbondanza allo scopo.

E' tempo di finirla con le discussioni sulle mascherine, che semmai servono al personale in ambito sanitario. Si ferma tutto per un mese, e i soldi che servono si vanno a prendere in banca, dove sono stati trasferiti vendendo la nostra sanità pubblica.

Jure Eler - GMA Gorizia

 

27 Marzo 2020